La Serva di Dio   
Rosella Stàltari   

LA VITA

Un Angelo di Calabria:
La Serva di Dio Rosella Stàltari

Il breve arco di vita di Rosa Stàltari, chiamata comunemente Rosella, inizia ad Antonimina (RC) e precisamente in una contrada impervia ma avvolta da un mistico afflato, denominata Cacciagrande, dove ella nasce il giorno 3 maggio dell’anno 1951 da Rosario e Maria Reale. Il susseguirsi di dolenti vicende, come la grave alluvione abbattutasi in Calabria e la morte della mamma Maria il 9 settembre 1953, a causa di una caduta, colpiscono seriamente la famigliola, già duramente provata dalla povertà. La bambina riceve il Battesimo il 28 ottobre 1951 nella Chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari ad Antonimina.

Su espressa richiesta del papà, che vuole assicurare alla figlia una crescita serena, Rosella è accolta in un Istituto di Suore, in provincia di Reggio Calabria, dove soffre terribilmente per la mancanza della mamma. Segue con regolarità i corsi prestabiliti di Scuola Materna ed Elementare e si rivela subito una bambina introversa ma molto precoce e generosa. Nonostante numerose ferite, la bambina, con l’esempio del papà, ha un buon rapporto con la Madonna, che rafforzerà durante la Prima Comunione. Conseguita la Licenza di Scuola Media Inferiore nell’anno scolastico 1964/65, ella viene accolta dalla Congregazione delle Figlie di Maria SS Corredentrice, a Reggio Calabria.

Nella nuova residenza, la vita di Rosella prende forza ed ella, rasserenata nello spirito, si sente stimolata a dare il meglio di sé stessa, raggiungendo una profonda maturazione umana e spirituale; nel contempo prosegue gli studi, conseguendo il diploma di Insegnante di Scuola Materna. Predilige l’ordine, la musica, ama molto la natura, i fiori in particolare, definisce sua la strada del dolore e spicca sempre nella scelta del sacrificio e del dono di sé. Nel suo cammino ascetico. Rosella è accompagnata con grande saggezza e pari benevolenza dai Fondatori della Congregazione delle Figlie di Maria SS Corredentrice: Don Vittorio Dante Forno e Sr. Maria Salemi. Collabora con le religiose della medesima Congregazione, impegnate nella gestione della Scuola Materna ed Elementare e, contemporaneamente partecipa, sempre con entusiasmo e totale dedizione, a turni di Colonie estive, marine o montane ed a Corsi di formazione organizzati dalle Figlie di Maria SS Corredentrice.

Rosella parla con i fatti più che con le parole: la sua è una vita semplice, priva all’esterno di eventi eclatanti; vive la sua quotidianità con una straordinaria carica interiore. Offre a tutti indistintamente il suo aiuto, a larghe mani e scompare , senza dare il tempo di farsi ringraziare quasi a far intendere che sia stata un’altra ad agire, non lei. Riferendosi a Rosella, una sua consorella afferma: ”Un maglione lavato, un capo stirato, un piccolo fiore, portano una sola firma, Rosella”. Di straordinario in Rosella ci sono un ardente amore a Gesù e quel tenero amore filiale alla Vergine che, come ha caratterizzato la sua vita sin da fanciulla, cresce e diventa sempre più tenace; ella, infatti attribuisce alla Madonna la grazia della sua vocazione. La giovane, affascinata dall’Ideale della Congregazione, vuole vivere in uno stato di totale donazione a Cristo e, in data 02 luglio 1973, emette la sua Professione religiosa tra le Figlie di Maria SS Corredentrice che, come recitano le Costituzioni all’Art. 1, ”Ha come fine specifico la formazione di persone che, in obbedienza docile alla Volontà del Padre, in unione a Gesù Sacerdote, secondo l’esempio della Vergine Corredentrice, offrano la propria vita a Dio perché la missione ministeriale del Sacerdote produca la piena disponibilità all’accoglienza della Grazia nel cuore degli uomini”.

Una vita, quella della nostra Serva di Dio, sbocciata e interamente consumata all’ombra della Croce, sotto il materno Sguardo della Vergine Corredentrice. I ruoli principali ricoperti da Rosella sono stati la sua grande generosità e lo spirito di servizio umile, silenzioso e instancabile. Con le medesime caratteristiche ha svolto a Palermo il ruolo di maestra di Scuola Materna e di educatrice di un gruppo di fanciulle, dove ha diffuso il “dolce profumo di Cristo”. Con grande attenzione, precisione e riverenza ha adempiuto l’incarico di sacrista, in diverse Comunità della Congregazione, evidenziando uno zelo particolare nelle ricorrenze mariane. Ma soprattutto, nel suo itinerario quotidiano, ella coniuga magnificamente gli aneliti dell’adolescenza, espressi a breve distanza l’uno dall’altro, all’età di sedici anni, simbolici per identificare la sua fisionomia spirituale: “Fa, o mio Dio, che io passi sulla terra senza che si badi a me“. il successivo: ”Non è amore quello che non arde, non incendia, non consuma”. Sorge spontanea la domanda: ”Come ha potuto un’orfana vissuta nell’abbandono, nella povertà estrema, con una sofferenza così sproporzionata sulle spalle, rivolgere a Gesù aneliti così arditi?”. Durante la sua permanenza a Palermo e precisamente il 14 novembre 1973, avendo appreso che il Padre Fondatore don V. Dante Forno sta molto male, Rosella non indugia ad offrire a Gesù la sua vita, in cambio della salute del Padre. Gesù esaudisce il suo desiderio; Rosella, infatti, morirà a Palermo all’età di 22 anni il 4 gennaio 1974, le condizioni di salute di P. Forno migliorano ed egli vivrà ancora altri 2 anni circa.

Rosella è il primo Fiore della Congregazione, sbocciato nel Giardino di Dio e volato al Cielo in maniera così repentina. Nell’anno 2002 e precisamente il 24 settembre nella Cattedrale di Locri(RC) S. E. Mons. Giancarlo M. Bregantini avvia l’ Inchiesta Diocesana per la Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Rosella Stàltari e la chiude il 14 Ottobre 2006. Tutta la Documentazione raccolta durante l’inchiesta approda a Roma presso la Congregazione per le Cause dei Santi per essere vagliata dagli studiosi preposti che, recentemente hanno approvato la “Positio” per cui l’iter verso la Beatificazione potrebbe essere prossimo.

Sia, questa dolcissima creatura, per noi tutti, per i giovani in particolare, una Stella luminosa, che, afferrata la nostra mano, possa Guidarci nelle vie del Bene, facendoci innamorare di Gesù e di Maria e intercedendo presso Dio, nostro Padre, per una nuova fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose.